Oggi parleremo della differenza tra le arance dolci e le arance amare.

Arance dolci: storia, caratteristiche e utilizzo

L'arancio dolce (Citrus sinensis) e l'arancio amaro (Citrus aurantium) sono alberi da frutto appartenenti al genere Citrus, che raggruppa gli agrumi.  Benché appartengano alla stessa famiglia, le differenze tra le due specie sono più di una.

L'arancio dolce, più comunemente chiamato arancio, è un albero da frutto appartenente famiglia delle Rutacee, il cui frutto è l'arancia, talora denominata arancia dolce per distinguerla, appunto, dall'arancia amara. Anche se molto probabilmente si tratta di un ibrido fra l'albero del pomelo e l'albero del mandarino, l'arancio dolce cresce da secoli come specie autonoma e si propaga per innesto e talea.

Originario della Cina e del sud-est asiatico, l'arancio dolce, probabilmente, giunse in Europa attraverso la via della seta nel I Secolo d.C., ma la sua coltivazione prese piede solamente nella calda Sicilia, dove la sua diffusione si arenò.

Nel XIV secolo d.C., poi, questo albero da frutto venne riscoperto dai marinai portoghesi, ai quali, in molti, attribuiscono il merito di averlo diffuso nel nostro continente.

L'albero di arancio, che può raggiungere un'altezza di 12 metri, si caratterizza per le sue foglie carnose e allungate e per i suoi fiori bianchi, i cosiddetti fiori di zagara. I germogli dell'arancio dolce sono sempre verdi, mai rossastri. I suoi frutti sono rotondi  e hanno sia la buccia che la polpa di colore arancione: essi sono le cosiddette arance dolci, o semplicemente arance.

La buccia delle arance dolci, inoltre, è caratterizzata da una leggera ruvidezza che è diventata termine di paragone anche in settori completamente diversi da quello a cui appartiene: sentiamo spesso parlare, infatti, della pelle a buccia d'arancia in cosmesi, o di superfici a buccia d'arancia nel campo dell'edilizia.

Attualmente l'arancio dolce è l'agrume più diffuso al mondo e se ne coltivano centinaia di varietà. Si trovano in commercio le arance a polpa bionda (arance navel o navelina, le washington navel, eccetera…) e le arance dalla polpa rossa, o arance rosse (arance moro, arance tarocco, arance sanguinello).

Alcuni frutti sono più grandi e più belli, altri hanno un aspetto più modesto e una buccia più sottile, ma sono più succosi e dunque più adatti da spremere.

Solo in Italia, sono più di venti le varietà di arance che vengono coltivate come frutta da tavola e sono altrettante le varietà di frutti con cui poter fare un'ottima spremuta d'arancia.

Le arance dalla polpa bionda, inoltre, vengono spesso utilizzate per la produzione di succhi di frutta e, in misura minore, per la produzione di canditi e frutta essiccata.

Arance amare: storia, caratteristiche e utilizzo

L'arancio amaro si differenzia da quello dolce per le spine più lunghe all'ascella delle foglie, per il colore più scuro delle foglie, per il caratteristico picciolo alato, per un profumo più intenso delle foglie e dei fiori, per la buccia più colorata e più ruvida del frutto, ma, soprattutto, per il particolare gusto amaro della polpa.

Anche la storia dell'arancio amaro differisce da quella dell'arancio dolce. Pare, infatti, che gli Arabi lo coltivassero già nel IX secolo d.C. e che nei primi anni del secondo millennio lo abbiano importato in Sicilia.

Ma le differenze tra i due alberi da frutto, e tra le loro arance, non finiscono qui. Le arance dolci e le arance amare hanno un uso differente tra loro.

L'arancio amaro, infatti, anche se viene coltivato assieme a tutti gli altri agrumi, costituendo il loro migliore portainnesto, viene sfruttato prevalentemente dall'industria farmaceutica e alimentare. Le arance amare, per questo motivo, difficilmente si trovano sul mercato.

Le arance amare, nello specifico, vengono utilizzate per preparare le marmellate e la frutta candita; la loro buccia viene impiegata per produrre liquori; l'industria farmaceutica utilizza questi frutti per la preparazione di tonici e digestivi.

Molto comune, inoltre, è l'utilizzo delle arance amare per la produzione di olio essenziale. Dal gusto amaro e di color giallo paglierino o arancione, l'olio essenziale dell'arancia amara è parzialmente solubile in alcol a 96°, poiché è prevalentemente costituito da limonene e, a differenza dell'olio essenziale di arancia dolce, contiene linalolo e acetato di linalile.

In aromaterapia, questo olio essenziale viene utilizzato per la sua funzione rilassante o rinfrescante, a seconda degli oli con cui viene miscelato. Inoltre, tonifica l'apparato digerente, tonifica il sistema nervoso ed è ritenuto un buon antidepressivo. Combatte l'ansia e l'insonnia, ha proprietà antisettiche e viene utilizzato nella cura della pelle grassa e della forfora.